Con Bombyx Mori Mimmo Totaro sceglie di omaggiare Villa Bernasconi e il suo museo donando un’opera rappresentativa della sua ricerca artistica più recente.
Il profondo amore per la materia tessile che attraversa tutta la produzione di Totaro si traduce in fini che, guidati dall’esperta mano dell’artista, si tendono attorno ai chiodi e si trasformano in linee, in segni grafici che attraversano le forme e ne costituiscono la struttura.
Ogni curva che sembra definire una figura, però, ci sfugge nei suoi estremi e rimane un suggerimento di lettura sussurrato al nostro orecchio, non un limite per la nostra immaginazione bensì la condizione di possibilità per la sua apertura verso un oltre,
Così l’artista e i suoi chiodi, con la loro precisione millimetrica apparentemente astratta e geometrica, sfidano la nostra percezione e ci permettono di accogliere tutta l’indeterminatezza del filo e la meravigliosa attenzione con cui questo materiale su prende cura delle immagini.
In particolare, in Bombyx Mori si confronta con il suo doppio animale, il baco da seta, con il quale condivide la sapienza e la diligenza nel trattare l’origine del tessuto. Osservando le tracce dei gesti con cui quest’opera è stata creata, in effetti, pare talvolta che il baco non sia il solo ad essere stato generato per produrre fili e cristallizzarli in spazi da abitare per una trasformazione interiore.