CRONACHE E MEMORIE. LE MOSTRE DI SAMBRUNI

Nell’estate 2022, il Comune di Cernobbio, per la prima volta, organizzò a Villa Bernasconi – allora sede di mostre temporanee nei piani seminterrato e rialzato-  una mostra interamente dedicata ad un suo cittadino attivo nel mondo delle arti: Ugo Sambruni (1918-2012), annoverato tra i Maestri dell’Arte contemporanea e artista fuori dagli schemi, che fu allievo a Brera di Messina, Carpi e Marino Marini ed espose nel 1942 alla XXIII Biennale di Arte figurativa di Venezia.

Personaggio singolare, ha sempre vissuto la propria ricerca come una missione individuale, in un lungo, continuo, incessante confronto con se stesso. I suoi dipinti sono uno scandaglio profondo dentro l’uomo, con le sue contraddizioni e i suoi dubbi, alla luce delle esperienze della vita.

La mostra, curata da Luigi Cavadini, presentava una selezione di 20 opere dell’artista, partendo dai primi saggi della sua attività pittorica, per passare alle realizzazioni post-belliche delle Battaglie inutili e delle Attese, fino ad arrivare a Delitto mondiale alle torri, tela dipinta in seguito alla ferita subita dall’autore dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2001.
L’esposizione proponeva anche un percorso di visita agli affreschi della chiesetta di S. Maria al Carmelo di Stimianico, posta alla base delle pendici del monte Bisbino, tanto amato dall’artista.
All’esterno della chiesa Ugo Sambruni ha infatti realizzato su di una parete l’Annunciazione, in cui la Vergine, da semplice donna, accoglie umilmente il messaggio divino. Sull’altra parete è invece raffigurata un’Ultima cena, dove i dodici apostoli, seduti intorno ad una povera mensa, esprimono il presentimento degli eventi imminenti nella tensione dei gesti delle mani.

Nel 2008 seguì una seconda esposizione, sempre in Villa Bernasconi, “Ugo Sambruni – Esplode il mio silenzio” che intendeva diffondere la conoscenza del suo messaggio artistico, sempre incentrato sulla complessità dell’uomo, che egli rappresenta, con grande forza espressiva, in balia delle situazioni più diverse, ma anche essere è un omaggio della città di Cernobbio ad uno suo illustre cittadino.
In mostra, una trentina di opere realizzate tra gli anni Sessanta i primi anni del nuovo Millennio, prevalentemente oli su tela, con i soggetti tanti cari all’autore, dalle figure umane agli animali e agli oggetti domestici trasfigurati e riempiti di significati nuovi, con una sala interamente dedicata ad una galleria di immagini dell’artista e del suo atelier, appositamente realizzate per l’occasione dal fotoreporter Carlo Pozzoni.

La mostra fu anche anche l’occasione per visitare la villa, a conclusione dell’intervento di restauro, recupero e messa a norma dell’edificio, nell’ambito del Progetto Magistri Comacini (AQST), grazie al quale fu possibile per la prima volta accedere ai locali del primo piano e alla torretta belvedere. Con questo primo lotto di lavori, diretti dall’arch. Corrado Tagliabue si volle intervenire per un recupero il più possibile fedele al progetto originario dell’architetto Alfredo Campanini, che costruì la villa, nel primo decennio del Novecento per l’industriale tessile cernobbiese Davide Bernasconi.

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