UMBERTO MONTIN PRESENTA IL SUO LIBRO: UN’INDAGINE “A MUSO DURO”

“A muso duro”, l’ultimo romanzo di  Umberto Montin, giornalista e scrittore comasco, sarà presentato in un incontro con l’autore, il 3 settembre alle 18:00, nella sala da pranzo di Villa Bernasconi
La prenotazione per assistere all’evento è obbligatoria
Per chi lo desidera è possibile visitare il Museo prima della presentazione, 5 euro e gratuità per alcune categorie

 

 

Note biografiche

 

Umberto Montin è nato a Badia Polesine (Rovigo) nel 1958. Ha cominciato come corrispondente locale de Il Gazzettino, ha poi lavorato nelle redazioni di Rovigo e Padova. Nel 1988 si è trasferito a Como, al quotidiano La Provincia con edizioni anche a Lecco, Sondrio e Varese.

Cronista di nera e giudiziaria, ha ricoperto gli incarichi di  vicecaposervizio alla redazione di Lecco, poi ha guidato da caposervizio le pagine del territorio lariano. Dal 2000 responsabile della redazione Politica, Cronaca nazionale, Esteri ed Economia. Infine nel 2012, vicecaporedattore all’ufficio centrale e redazione web. Dal 2018 è in pensione.

Ora si dedica alla sua passione di sempre: i gialli e la letteratura noir. Coautore del “Romanzo Collettivo” con Fulvio Ervas edito nel 2014 dal quotidiano La Stampa, nel 2016 un suo racconto ha vinto ex equo il premio Scerbanenco@Lignano. Lo scorso anno oltre al giallo “A muso duro”, ha pubblicato anche “2020. Canto nomade per un prigioniero politico lombardo-veneto” (Placebook Publishing) diario del mondo visto dalla finestra di casa durante il lockdown. Sempre a fine 2020 ha curato i testi del libro fotografico di Carlo Pozzoni  “Vent’anni di cronaca a Como”.

 

Titolo del libro: A muso duro (Robin edizioni)

 

Scheda dell’opera

 

Il vicequestore Martino Ribaud, responsabile dell’Anticrimine alla questura di Como, singolare figura di poliziotto con l’eskimo ieri sulle “barricate” degli anni ‘70 e oggi investigatore scomodo, si trova a voler far luce, dopo 30 anni, sulla morte di una affascinante quanto radicale leader studentesca precipitata dal terrazzo della sua casa di Padova in una nebbiosa notte del gennaio 1978.

In un’indagine segreta Ribaud si addentrerà nella galassia di una generazione ribelle e sconfitta, tra le vite di chi ha rinnegato quella militanza, di chi è fuggito, smarrito o scomparso, di chi ha costruito carriere politiche, di chi coltiva ancora speranze, di chi alimenta rabbie sorde o è finito vittima di paradisi artificiali. Sfuggendo ad agguati e depistaggi, fra sparatorie e cadaveri, in un gioco di specchi continuo e avvolto da una nebbia costante fra Como e il suo territorio, Padova, il Polesine e Parigi, il vicequestore risale i sentieri delle lotte del ’77, delle P38 e della violenza di piazza, si scontra con il pregiudizio degli ex compagni e vive la contraddizione fra ciò che lui stesso è stato e lo strumento del potere che è oggi. Con una certezza a guidarlo: l’ansia di giustizia della sua generazione lui, il poliziotto con l’eskimo, la può riscattare scoprendo la verità su Alice. Facendo pace con i suoi fantasmi e con quelli della Storia.

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